La sentenza in commento è intervenuta a seguito del ricorso proposto avverso la declaratoria di responsabilità di due dipendenti di un’agenzia di onoranze funebri per il delitto di corruzione per l’esercizio della funzione, ai sensi dell’art. 318 c.p., in relazione all’art. 320 c.p. Secondo la ricostruzione operata dai giudici di merito, gli imputati avevano corrisposto, in due distinte occasioni, la somma di euro 50,00 a un operatore obitoriale affinché provvedesse alla vestizione di due salme. La prova della dazione indebita era stata desunta dalle intercettazioni ambientali e telefoniche, dalle quali era emerso che il denaro era stato consegnato in cambio di una vestizione più celere e accurata delle salme.