La decisione del Tribunale Federale Nazionale FIGC in commento offre un’interessante occasione per riflettere su due profili distinti – ma strettamente connessi – nell’ambito della disciplina delle politiche di prevenzione di abusi, violenze e discriminazione nell’ambito delle attività sportive: da un lato, la latitudine delle condotte che possono integrare un abuso, violenza o discriminazione e, dall’altro, il rilievo disciplinare delle omissioni organizzative degli enti sportivi e dei soggetti incaricati dell’attuazione delle politiche di prevenzione.
