La sentenza n. 6799 del febbraio 2026, pronunciata dalla IV sezione penale della Corte di Cassazione, si inserisce nel solco di un orientamento ormai consolidato e particolarmente rigoroso in materia di sicurezza sul lavoro. La decisione assume un rilievo significativo non solo perché conferma l’impostazione restrittiva della giurisprudenza di legittimità, ma soprattutto perché riafferma con forza la netta distinzione tra formazione, addestramento ed esperienza pratica, spesso confusi nella prassi aziendale.

Si tratta di una pronuncia di grande interesse per imprese edili e ferroviarie, RSPP, preposti e consulenti in materia di sicurezza, poiché chiarisce in modo inequivoco i confini delle rispettive responsabilità.