Con sentenza n. 51/2026 depositata il 2 gennaio 2026, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso proposto dall’amministratore di una società operante nel settore della raccolta dei rifiuti, confermando la condanna per il delitto di omicidio colposo aggravato dalla violazione della normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro, in relazione al decesso di un dipendente. In particolare, un operatore ecologico, nel tentativo di riavviare un autocarro in sosta intervenendo direttamente sul vano motore e senza risalire in cabina, era stato travolto dal mezzo improvvisamente avviatosi.