La sentenza della Corte di Cassazione n. 16359/2026, depositata il 6 maggio scorso, offre un’importante occasione per riflettere sul contenuto concreto dell’obbligo di valutazione dei rischi e sui correlati profili di responsabilità del datore di lavoro e del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. In via di breve anticipazione, la pronuncia in parola tende a valorizzare il Documento di Valutazione dei Rischi non come mero adempimento burocratico, bensì quale strumento operativo di governo dell’organizzazione aziendale e delle sue criticità prevenzionistiche, finendo per prevederne i contenuti affinché lo stesso possa esentare da responsabilità penali.